Oltre i 3.500 metri, dove l’aria si fa sottile e la luce del sole colpisce senza filtri, cresce un ginepro che non troverete in nessun altro gin al mondo: il Juniperus Indica, il ginepro himalayano. Selvatiq Himalayan Gin nasce da questa pianta estrema, raccolta a mano dalle comunità locali nepalesi in una delle zone più inaccessibili del pianeta. È un London Dry Gin che non si limita a raccontare la montagna: la trasporta intatta nel bicchiere, con tutta la sua asprezza resinosa e la sua elegante essenzialità.
Le botaniche
Il cuore di Selvatiq Himalayan Gin è il ginepro himalayano (Juniperus Indica), che cresce spontaneo oltre i 3.500 metri di altitudine, in condizioni ambientali estreme: aria rarefatta, escursioni termiche marcate, radiazione solare intensa. È proprio questo stress ambientale a concentrare nella pianta un profilo di oli essenziali resinoso e cristallino, con note fresche di pino d’alta quota. La raccolta avviene a fine ottobre, quando le bacche raggiungono la perfetta maturazione, ed è affidata alle comunità locali nepalesi che conoscono da generazioni questo territorio. Accanto al ginepro, un corredo di botaniche altrettanto rare: il pepe di Timur (Zanthoxylum Armatum), agrumato e speziato con quella caratteristica sensazione pizzicante tipica dei pepi di montagna; il cardamomo nero, che porta profondità affumicata; i fiori di rododendro e ibisco, che regalano un tocco floreale delicato, quasi inatteso in un distillato di montagna.
Note di degustazione
Ecco come si presenta Selvatiq Himalayan Gin al naso e al palato:
Colore: cristallino, limpido.
Naso: apertura resinosa e pulita, dominata dal ginepro himalayano, con note fresche di pino e un accenno di sottobosco; sul fondo, la spinta agrumata e leggermente piccante del Timur.
Palato: ingresso deciso e resinoso, dove il ginepro mantiene il controllo della struttura. A centro bocca il cardamomo nero porta profondità e un tocco affumicato, mentre i fiori di rododendro e ibisco aggiungono una nota floreale elegante e inaspettata.
Finale: lungo, speziato, con il ritorno pizzicante del Timur pepper che lascia una sensazione di freschezza quasi mentolata — la firma di un gin nato in altitudine.
Formato e gradazione: 70 cl, 45,1° vol.
Consigli di servizio
Selvatiq Himalayan Gin merita di essere degustato liscio, a temperatura fresca, per cogliere per intero il dialogo tra resina, spezie e fiori. In alternativa:
- Con ghiaccio e scorza di lime: l’acidità del lime bilancia la componente speziata e apre le note floreali.
- Gin Tonic: con una tonica secca e poco dolce, per non coprire la spinta del Timur pepper; un rametto di rosmarino o una fetta di zenzero come garnish esaltano il carattere di montagna.
- In miscelazione: ottima base per un Gimlet rivisitato — come il celebre “Him’let” — dove la freschezza agrumata del cordiale al Timur berry incontra la profondità resinosa del gin.
Abbinamenti in tavola
Il profilo speziato e resinoso di Selvatiq Himalayan Gin si sposa bene con la cucina di montagna: formaggi stagionati, salumi affumicati, piatti a base di funghi o cardamomo. È anche un gin che regge bene accostamenti più esotici, come la cucina asiatica speziata, grazie alla presenza del pepe di Timur e del cardamomo nero.




