Numanthia è il vino che porta il nome della cantina e che ne racconta meglio l’anima: un rosso della Denominación de Origen Toro, nel cuore della Castiglia e León, ottenuto esclusivamente da uve Tinta de Toro, la forma locale del Tempranillo che da queste parti chiamano la più nera delle uve nere. Nasce da una selezione di oltre cento piccole parcelle di vecchie vigne a piede franco, cresciute senza irrigazione su suoli sabbiosi e sassosi, dove le radici scendono in profondità per trovare l’acqua.
Il risultato è un vino di grande profondità e struttura, ma sorprendentemente fresco ed elegante: la potenza tipica di Toro, levigata da un affinamento in botti di rovere francese, con tannini morbidi e un frutto scuro che si fa ricordare. È un rosso pensato per durare, che il produttore indica capace di evolvere nel tempo fino a vent’anni.
Produttore
Bodega Numanthia nasce a Toro con la vendemmia 1998, e fin dalla prima annata si impone all’attenzione della critica internazionale, contribuendo a far conoscere questa denominazione accanto ai nomi più celebri del vino spagnolo. Dal 2008 fa parte del gruppo LVMH. Il nome rende omaggio all’antica città di Numanzia, simbolo di una resistenza durata vent’anni contro le legioni romane: un richiamo perfetto per vigne che sopravvivono a un clima estremo, riassunto dal detto locale “nove mesi d’inverno e tre d’inferno”.
La cantina lavora circa 200 ettari divisi in 200 parcelle sulle due rive del Duero, nei comuni di Toro, Morales de Toro, Valdefinjas, Venialbo, El Pego e Argujillo. Le vigne, alcune vecchie fino a due secoli, sono lavorate a mano e danno rese bassissime, sotto le due tonnellate per ettaro. Ogni parcella viene vinificata separatamente prima dell’assemblaggio finale, per raccogliere nel bicchiere tutta la varietà di suoli e microclimi della denominazione. Proprio dalle botti di Tempranillo di Bodega Numanthia è nato anche l’affinamento dell’Ardbeg Vintage Y2K 25 anni, il primo Ardbeg della storia affinato in botti di Tempranillo.
Note di degustazione
Nel bicchiere si presenta di un rosso ciliegia maturo con riflessi rubino. Il naso è profondo ma fresco, con frutti rossi, cacao e spezie dolci appoggiati su un sottofondo floreale, e lascia intravedere sfumature di scorza d’arancia e nocciola. In bocca l’ingresso è morbido e avvolgente, con un bel volume e tannini fitti ma vellutati. Il frutto vira sul nero, tra mirtilli e ribes maturi, accompagnato da cannella e noce moscata, mentre una vivace acidità tiene il sorso teso e ne allunga la persistenza. Il finale è lungo e complesso, con richiami di rosmarino e grafite.
Abbinamenti
Numanthia dà il meglio servito a 15-16°C, dopo averlo lasciato respirare in caraffa. La sua struttura lo rende perfetto con le carni rosse, dalla tartare di manzo suggerita dal produttore all’agnello arrosto, fino a brasati e cacciagione. Ottimo anche con formaggi stagionati a pasta dura e, per chi ama gli abbinamenti audaci, con un dessert come la cheesecake ai frutti di bosco.




