Nel deserto dello Utah, dove il sole picchia senza pietà e le piante sopravvivono solo irrigidendosi, cresce un ginepro che non conosce compromessi: il Juniperus Osteosperma. Selvatiq Desert Gin nasce da questa pianta estrema, raccolta a mano da esperti locali nel momento di massima concentrazione aromatica. È un London Dry Gin dal carattere forte e selvaggio, che non addolcisce nulla: racconta l’aridità, la terra spaccata dal sole e la sopravvivenza ostinata di un ecosistema ai limiti dell’abitabile.
Le botaniche
Il cuore di Selvatiq Desert Gin è il ginepro dello Utah (Juniperus Osteosperma), che cresce in condizioni eccezionali nelle distese desertiche dello Utah, negli Stati Uniti, e viene raccolto nel mese di settembre, quando la concentrazione aromatica tocca il massimo. Le condizioni estreme in cui vive questa pianta — caldo secco, escursioni termiche brusche, terreno povero — si traducono in un profilo aromatico resinoso e terroso, molto più intenso rispetto al ginepro comune. Accanto a lui, tre botaniche altrettanto selvatiche: il Sagebrush (Artemisia Tridentata), che porta note erbacee e una piacevole amarezza; la salvia bianca (Salvia Apiana), fresca e aromatica; e il sommacco (Rhus Aromatica), che chiude il quadro con sfumature terrose, leggermente affumicate, e un finale vivace e rinfrescante.
Note di degustazione
Ecco come si presenta Selvatiq Desert Gin al naso e al palato:
Colore: cristallino, limpido.
Naso: apertura resinosa e terrosa, dominata dal ginepro dello Utah, con note erbacee e delicatamente amare di Artemisia e freschezza aromatica di salvia bianca.
Palato: ingresso secco, intenso e balsamico, con richiami erbacei e sfumature di agrumi disidratati. A centro bocca emerge il sommacco, con la sua affumicatura discreta e la sua nota minerale.
Finale: lungo, speziato, percorso da una nota pepata persistente che chiude su un ritorno fresco e rinfrescante — il carattere audace e complesso di questo gin.
Formato e gradazione: 70 cl, 48,6° vol.
Consigli di servizio
Selvatiq Desert Gin è un gin da bere liscio per apprezzarne appieno la struttura resinosa e terrosa, ma si presta bene anche a queste variazioni:
- Con ghiaccio e scorza di pompelmo: l’amaro agrumato bilancia la componente terrosa e ne esalta la freschezza.
- Gin Tonic: con una tonica secca, poco dolce, che lasci spazio alla nota pepata e affumicata del sommacco; un rametto di salvia come garnish rafforza il legame con le botaniche del gin.
- In miscelazione: ottima base per un Negroni “desertico”, dove il carattere resinoso e amaro del gin dialoga con il vermouth senza perdersi.
Abbinamenti in tavola
Il profilo resinoso, terroso e leggermente affumicato di Selvatiq Desert Gin si abbina bene a piatti robusti: carni alla griglia, formaggi stagionati, salumi affumicati. È anche un gin che regge bene un fine pasto, magari accompagnato da cioccolato fondente o da un tagliere di formaggi erborinati.




