Il Moscato d’Autunno di Paolo Saracco è una delle interpretazioni più intense e affascinanti del Moscato Bianco di Canelli.
Nato nel cuore delle Langhe piemontesi, questo vino dolce frizzante rappresenta la perfezione tecnica e aromatica del vitigno, capace di unire freschezza, complessità e longevità in un equilibrio sorprendente.
È un Moscato pensato per emozionare: ricco, aromatico e con una straordinaria capacità di evolversi nel tempo, tanto da migliorare ed esprimere nuove sfumature dopo 2–3 anni di affinamento in bottiglia.
Produttore e zona di produzione
L’azienda Paolo Saracco si trova a Castiglione Tinella, in provincia di Cuneo, una delle aree più vocate del Piemonte per la coltivazione del Moscato Bianco di Canelli.
I vigneti, posti tra i 280 e i 500 metri sul livello del mare, si adagiano su colline di suoli calcareo-sabbiosi ricchi di marne grigie. Il microclima, influenzato dalle Alpi e dal Mar Ligure, garantisce forti escursioni termiche e un’eccellente concentrazione aromatica.
La famiglia Saracco coltiva Moscato da oltre un secolo e, con l’opera di Paolo, è divenuta un riferimento mondiale per la denominazione.
Oggi l’azienda produce oltre un milione di bottiglie di Moscato d’Asti, ma il Moscato d’Autunno resta una cuvée di selezione limitata, realizzata in sole 12.000 bottiglie l’anno.
È l’essenza stessa del territorio di Castiglione Tinella, racchiusa in un vino che coniuga tradizione, tecnica e poesia.
Note di degustazione
Il Moscato d’Autunno Saracco si presenta nel calice con un colore giallo paglierino tenue dai riflessi verdolini e un perlage fine e persistente. Al naso è un’esplosione di aromi: fiori d’arancio, zagara, pesca bianca, albicocca matura, agrumi dolci e note di salvia, menta e miele di acacia.
Al palato è dolce e vellutato, ma sostenuto da una acidità viva che dona slancio e freschezza.
Il sorso è pieno, cremoso, armonico, con un finale lungo e minerale che richiama le erbe aromatiche e la frutta estiva.
Dopo due o tre anni di evoluzione in bottiglia, il vino sviluppa note di miele, frutta secca, tè alle erbe e fiori disidratati, trasformandosi in un Moscato complesso e meditativo che sorprende per profondità e finezza, perde una parte della sua naturale effervescenza, ma ne guadagna in complessità.
Abbinamento
Perfetto con la pasticceria secca, le torte di nocciole e le crostate di frutta,
il Moscato d’Autunno Saracco accompagna con eleganza anche dolci al cucchiaio, panettone e pandoro.
Sorprende anche in abbinamento con formaggi erborinati dolci come il gorgonzola, oppure con piatti speziati e agrodolci della cucina asiatica, dove la sua dolcezza naturale equilibra il piccante.
Servito a 6–8 °C in una coppeta champagne, sprigiona tutto il suo ventaglio aromatico. È un vino che regala piacere immediato, ma che rivela il suo lato più profondo e nobile con un breve affinamento in bottiglia di 24–36 mesi.
Un vino che sfida il tempo
Ciò che rende unico il Moscato d’Autunno Saracco è la sua straordinaria capacità di evolvere nel tempo.
A differenza della maggior parte dei Moscato d’Asti, pensati per un consumo giovane, questa selezione mostra una tenuta e una crescita aromatica sorprendente per 2–3 anni dopo l’imbottigliamento.
Con il passare dei mesi, la sua dolcezza si integra perfettamente con la freschezza, emergono note di miele, frutta candita e spezie leggere, e la tessitura diventa più cremosa e profonda. È un vino che cambia volto, passando dalla vivacità primaverile alla raffinata eleganza autunnale che solo il tempo può donargli.
Per gli appassionati e i collezionisti, il Moscato d’Autunno di Saracco è una bottiglia da conservare e riscoprire ogni anno, per coglierne l’evoluzione e la complessità che lo rendono uno dei migliori Moscato del Piemonte.



