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Vinitaly 2025: una giornata dentro il cuore pulsante del vino italiano

Ore 9.30, ingresso Cangrande. Il cielo è limpido, Verona già in fermento.
Fuori dai padiglioni si respira l’aria di qualcosa di importante: trolley ovunque, badge al collo, chi cerca un caffè al volo, chi è già con il calice in mano.
Vinitaly 2025 è iniziato, e dentro si sa già che sarà una giornata lunga, intensa e, come sempre, piena di scoperte.

Il primo assaggio non si scorda mai: una bolla elegante, metodo classico da vitigno autoctono, servita da un produttore sorridente che racconta la sua vigna come se parlasse di casa sua.
Non è nemmeno mezzogiorno e il palato ha già fatto il giro di tre regioni. Eppure, si è appena cominciato.

Ogni stand è un mondo a parte.
Si salta dal profumo salmastro di un Vermentino di Gallura alle note affumicate di un Nerello dell’Etna. Ci si ferma, si ascolta, si fanno domande.
In un angolo, un produttore toscano versa un rosso cupo, intenso, che sa di ciliegia sotto spirito e pepe nero.
“Questo è il nostro sangiovese in purezza, annata 2021. Solo 2.000 bottiglie.”
Ecco, momenti così valgono il viaggio.

Verso l’una, un panino al volo e si riparte. Il pomeriggio è un crescendo.
Incontri programmati, chiacchiere inaspettate, vecchi amici del settore che si rivedono tra un sorso e una risata.
E intanto si gira: padiglione dopo padiglione, si esplora l’Italia da nord a sud. Qualcuno si azzarda anche una sortita nei padiglioni esteri, giusto per curiosità (e magari scoprire un bianco della Georgia o una bollicina slovena).

Le gambe cominciano a farsi sentire. Ma la testa è piena. Di profumi, di idee, di etichette annotate su un taccuino mezzo macchiato di vino.
La fiera del vino è anche questo: resistenza e meraviglia, concentrazione e stupore continuo.

Alle 17.30 l’ultimo calice è un passito siciliano. Dolce, denso, chiude la giornata come un sigillo.
Fuori, il sole cala su Verona. La gente esce dai padiglioni stanca ma sorridente, come dopo una lunga festa.
In centro, l’evento vino Verona continua. I locali sono pieni, l’atmosfera rilassata. Si brinda ancora, si parla di cosa si è assaggiato, di chi ha stupito, di cosa vale la pena portarsi a casa.

Vinitaly 2025 è questo: un giorno che sembra durare una settimana, pieno di facce, voci, profumi, storie.
È un luogo dove il vino non si vende, si racconta. E chi ascolta, torna sempre con qualcosa in più.

E sì… che bello esserci. Sempre.

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