
Perché lo bevo? Semplice: perché è una figata.
Il Punto Zero di PrimaLuce non è solo il primo vino della cantina: è il manifesto di un approccio produttivo che unisce precisione, passione e un rigore tecnico fuori dal comune. Lo firma Rebecca Marzani, giovane (come me) ENOLOGA E Produttrice toscana dal talento raro, con un curriculum che definire importante è riduttivo. Lavorato per Gaja, si Angelo Gaja, altri grandi nomi dell’enologia per approdare poi a lavorare nel Gruppo Matura. Non serviva altro biglietto da visita per me per provare questo vino.
La composizione: 90% Vernaccia di San Gimignano e 10% Trebbiano Toscano.
Al naso si apre con note di erbe aromatiche e una sfumatura salmastra che richiama l’ostrica tipica degli Chablis francesi — si si bello, ma qui siamo San Gimignano, nel cuore agricolo della Toscana.
In bocca è teso, (come la mia guida, forse è per questo che mi piace?), con un’acidità vibrante e una struttura che sorprende: di certo non un vinello fruttato da aperitivo, ma da intenditori, una roba da professionisti, capace di parlare una lingua elegante e decisa allo stesso tempo.
“Ma come lo abbino?”, potreste chiedere.
La mia risposta? Non serve abbinarlo. Questo è un vino che si regge da solo, che va ascoltato e capito, senza distrazioni.
Ah si giusto, Il finale è lunghissimo e aromatico, con una salvia fresca, che sembra di mangiarla. Un sorso che rimane impresso e che lascia il segno.
E pensare che Rebecca ha solo 33 anni…
