Ci sono eventi che non ti puoi perdere, specie se hai una certa passione per i vini dolci. Anzi, diciamolo come va detto: io sono proprio appassionato di queste cose qua. I passiti, i vini di visciole, gli ossidativi ben fatti… mi intrigano, mi affascinano, mi piacciono. Ecco perché quest’anno siamo andati alla Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione di Volta Mantovana.
Salute!
Un weekend di assaggi, incontri e racconti. E sì, anche una gran bella scorta di biglietti da visita.

Un evento dolce, ma pieno di carattere
La cornice era quella affascinante di Palazzo Gonzaga, nel cuore di Volta Mantovana. Un luogo che già da solo mette voglia di vino. La Mostra – giunta alla 21ª edizione – raccoglie produttori da tutta Italia con un focus preciso: vini passiti, dolci, da meditazione, ma anche qualche incursione nel mondo degli aromatizzati o delle uve dimenticate. Non è solo una fiera: è un viaggio tra piccoli artigiani del gusto, gente che il vino lo fa con le mani, il cuore e un po’ di testardaggine.
C’erano oltre 100 etichette, e chiunque fosse disposto ad ascoltare si portava a casa molto più che un assaggio.
Le scoperte nel calice
Il bello di un evento così è che esci dai soliti nomi, e ti ritrovi tra bottiglie sorprendenti. Io ho assaggiato vini da uve quasi scomparse della Romagna, che sembravano raccontare storie di campagna, resistenza e tenacia: Longanesi, Famoso e Bursòn, non proprio le uve più classiche.
Un icewine delle Langhe mi ha davvero colpito: dolce, certo, ma con una freschezza verticale che bilanciava il tutto in modo spettacolare a 225 g/L di zucchero!
Poi c’è stato il vino di visciole: acidissimo, elegante, diretto, come si faceva una volta, grande vino da cioccolato, mai banale. E un Vin Santo del Trentino che chiudeva il cerchio con una complessità rara, capace di restare in bocca e in mente, con una nota terpenica di linalolo, e limonene unica.
Fidatevi non li ho scritti tutti ma ci sarebbe voluta una pagina di excel…
Molti di questi vini si prestano a grandi abbinamenti: con formaggi stagionati, con cioccolato fondente, oppure serviti alla giusta temperatura in un bicchiere adatto da soli come vini da meditazione. Ma di questo parleremo in un altro articolo, perché merita spazio a parte.
Il valore dei contatti
Non siamo tornati solo con una lista di vini. Siamo tornati con una lista di persone. Produttori appassionati, giovani vignaioli che sanno parlare con il vino prima ancora che con le parole, storie da raccontare, collaborazioni possibili.
In un mondo dove il vino rischia di diventare etichetta e storytelling prefabbricato, trovare chi lavora ancora con verità e profondità è una boccata d’ossigeno. E per un’enoteca come la nostra, indipendente, curiosa e attenta, è la linfa che serve per crescere.
Vieni a trovarci
Alcune delle bottiglie assaggiate potrebbero presto arrivare sugli scaffali dell’enoteca. Altre no, ma resteranno come spunto, come ispirazione. Quello che è certo è che esperienze come questa rafforzano il nostro modo di scegliere, consigliare e proporre vini che abbiano un senso.
Passa a trovarci a Somma Lombardo, parliamone davanti a un calice. Che sia dolce, secco, raro o quotidiano, il vino è fatto per essere condiviso.
Assaggia anche tu un vino dolce
Vuoi scoprire anche tu cosa significa “dolce ma mai banale”? Dai un’occhiata alla nostra personale selezione di vini dolci ne vale davvero la pena, ci mettiamo grande impegno.

