Boris Vian – La schiuma dei giorni | William Burroughs – Queer | Carla Maria Russo – Il velo di Lucrezia

Le nostre degustazioni letterarie non sono eventi come gli altri. Sono viaggi – lenti, densi, necessari – tra parole e calici. Vini scelti con cura, raccontati nel dettaglio, serviti nel silenzio e nella poesia. Quella di ieri sera è stata una di quelle serate che restano addosso. Abbiamo letto e bevuto. O forse – bevendo – abbiamo capito qualcosa di più profondo. Questa è la storia di tre vini. Ma anche di noi, che li abbiamo ascoltati.
Ottimismo – PuntoZero PrimaLuce
Libro associato: La schiuma dei giorni – Boris Vian
Questo bianco non si beve in fretta. Va aspettato. Ossigenato. Ascoltato. Tre minuti nel bicchiere, poi la magia. È il primo vino prodotto in autonomia da Rebecca Marzani, enologa brillante e tecnica. Come i personaggi di Vian, anche questo vino è fragile e potente insieme. Non si rivela subito, ma poi esplode: erbe fresche, balsamico, agrume. Il finale è marino, salato, vivo. L’ho definito ottimismo proprio perché chiede tempo. Ma poi illumina.
Mal d’amore – Carmenere Più Inama
Libro associato: Queer – William S. Burroughs
Un vino che sa di ferita. Ti prende per mano, poi ti lascia. Come Queer, è una confessione sussurrata. 100% Carmenere, servito fresco. Al naso: mora, pepe, alloro. In bocca: velluto e verità. E una chiusura lunga, salata, come una frase mai detta. È il vino di chi ama troppo e resta con le mani vuote. E il cuore pieno.
Bramosia – Sangue di Giuda Picchioni
Libro associato: Il velo di Lucrezia – Carla Maria Russo
Come Lucrezia, anche questo vino scalpita. È stato bloccato nel cuore della fermentazione, ma resta vivo. Dolce, ma mai banale. Uvaggio a tre voci: Croatina, Barbera, Uva Rara. Al naso: amarena, sottobosco, spezie. In bocca: abbraccio e risveglio. La CO₂ lo tiene in tensione, il tannino lo ancora. È un desiderio incatenato. E per questo, indimenticabile.
La prossima serata? A settembre. Ma intanto: raccontatelo. Bevete lento. Pensate lungo.
– Enoteca Chirico –
Tra le righe, i calici. Sempre.