Benvenuti in “Lo bevo io”, la nuova rubrica in cui vi racconto, senza filtri, cosa bevo davvero. Fidatevi: bevo poco, e non lo dico per farmi vedere, ma perché mi piace scegliere con cura cosa metto nel bicchiere.
Quando una bottiglia riesce a conquistarmi al punto da restarmi impressa nella memoria, finisce qui, nero su bianco, pronta per essere condivisa con voi, anche se non in vendita nel mio negozio.
Questa rubrica sostituisce — almeno in parte — “I consigli dell’enotecario”, uno spazio che ho portato avanti con passione e che molti di voi hanno seguito con affetto nel tempo.
Era un appuntamento che parlava di vino con leggerezza, ma anche con il rispetto dovuto a ogni bottiglia che vale la pena raccontare. Ora cambio il titolo, ma non lo spirito.
Con tanto di nuovo logo
Perché l’ho fatto così?
Perché doveva parlare come parlo io di vino: diretto, senza giri di parole, un po’ storto ma con carattere.
Il bicchiere non sta lì per bellezza — è la “O” di “Lo” e si prende tutta la scena. Dentro, il bordeaux non è un colore: è vino, è macchia, è segno che il bicchiere non è rimasto fermo troppo a lungo.

Il tono resta lo stesso: personale, diretto, senza filtri. Non aspettatevi schede tecniche fredde o recensioni scolastiche: qui troverete pensieri a caldo, emozioni, sensazioni, e qualche consiglio strampalato proprio come in “I consigli dell’Enotecario”.
O come piace dire a me, con il primo bottone della camicia aperto, perché il vino va preso sul serio, ma senza mai prendersi sul serio.
Chi mi legge da tempo può intuire il perché del cambio di titolo: è una scelta di cuore, lei capirebbe.
Per i nuovi lettori, non serve spiegare troppo: godetevela e lasciatevi accompagnare in un viaggio fatto di calici pieni, emozioni, territori e storie.
A presto per la prima uscita
Ciao Giù ❤️
